
Il significato della parola cocktail pare risalga al Medioevo e all’Età moderna, legando il termine a usanze inglesi e francesi, a derivazioni anglosassoni, iberiche o francofone.
Per una sera però l’arte della mixology da Vega Cafè Restaurant a Frattamaggiore, su Corso Durante, ha rinunciato alle origini europee della bevanda in favore di ispirazioni orientali, in cucina come al banco dei drink.
COCKTAIL DINNER GALA AL VEGA CAFÈ RESTAURANT
Quello andato in scena al locale dello chef Agostino Malapena, impegnato con due brigate su ben due attività ristorative targate Vega, quello di Frattamaggiore e l’altro di Carinaro (entrambi di proprietà della famiglia Canciello), si è rivelato un autentico percorso di gusto che sposa innovazioni e contaminazioni, senza dimenticare in alcun modo la barra della tradizione.
Un viaggio fusion nei sapori, nei colori del connubio tra pesce azzurro e ingredienti nipponici, lavorazioni orientali e materia prima locale freschissima, stagionalità e note giapponesi, eccellenze nostrane e abbinamenti del Sol Levante.
Come piace del resto al sous chef e figlio di Agostino Malapena, ovvero Antonio Malapena, che confessa il suo amore per la cucina dell’Estremo Oriente, riproposta qui in un gioco di contrasti e incastri, innaffiati da tre signature cocktail d’eccezione.
ENTRÉE DI BENVENUTO AL VEGA CAFÈ RESTAURANT

Ad aprire le danze della Cocktail dinner gala del 16 luglio 2026 ci ha pensato il Sashimi di ricciola con salsa Ponzu e peperoncini verdi di fiume, un ortaggio di stagione in varie consistenze che si sposa benissimo con il pescato (foto copertina articolo).
Una entrée di benvenuto al Vega cafè in pairing con un freschissimo Oriental Fizz, a base di Sake, liquore allo Yuzu (agrume dell’arcipelago del lontano Oriente), soluzione al timo limonato e soda agli agrumi fatta in casa, come spiega il bartender Fabio.
Una freschezza che invita al bis, anche perché di accompagnamento al secondo antipasto, il Gamberoll: un bun al vapore con gamberi, maionese, verdure di stagione croccanti e avocado.
Una rivisitazione del lobster roll che però ricorda l’insalata russa con mayo e carotine, e che spinge sul contrasto tra la morbidezza da brioche del panino cotto al vapore, la dolcezza del gambero e la sapidità e croccantezza della componente vegetale. Lievitato fatto in casa come la focaccina ai cereali e il pane.
TATAKI DI TONNO CON MELANZANE MARINATE AL SESAMO

Il Tataki di tonno con melanzane marinate al sesamo e il suo Dashi (un brodo misto di carne e pesce servito direttamente dallo chef al piatto).
Per questo nuovo gioco di consistenze al palato un cocktail che al Vega Cafè Restaurant sembra una dichiarazione di intenti, un manifesto poetico: Il Viaggiatore, a base di Tequila, amaro Rabbit al radicchio, sciroppo d’Agave, succo di lime, foam al pepe rosa e rosmarino (una schiuma che riporta la mente a un boccale di birra per certi versi) e polvere di tè Matcha.
Molto dolce e con una gradazione alcolica che inizia a salire dopo il primo drink assaggiato.
PRIMO PIATTO

Il primo piatto è di una semplicità raffinata ed elegante, sia per la vista, sia per le papille gustative: uno spaghettino trafilato al bronzo di Gragnano tiepido che avvolge la colatura di alici di Cetara e il limone, insieme a una salsina al prezzemolo versata sempre al momento del servizio.
Un piatto estivo, fresco, che conduce i ricordi verso la Costiera, verso il mare e che non poteva trovare miglior compagno di avventure che nel cocktail Mediterraneo: base di Gin Mare Capri (agrumato, un tuffo nelle acque azzurre dell’isola e della vicina Costa d’Amalfi), aceto di pomodoro, succo di lime, sciroppo di basilico, soluzione salina e fogliolina di basilico con pomodorino essiccato.
Ottimo, impegnativo a livello alcolico ma fresco e ripulente, anche nel connubio con un secondo piatto di pasta fuori programma, i mezzanelli all’Amatriciana: la dimostrazione che al Vega Cafè Restaurant la tradizione non cade mai nell’oblio e mai lo farà, al netto delle aperture contemporanee alle avanguardie internazionali.
CARTA DEI VINI E DESSERT AL VEGA CAFÈ RESTAURANT

Respiro internazionale che si rintraccia anche nella carta dei vini di quasi 400 referenze (600 sono quelle del Vega di Carinaro), che spaziano dai vini nazionali a quelli esteri, con un’attenzione doverosa al territorio campano tra Sannio e Irpinia e ben 4 tipologie di Asprinio d’Aversa.
Al Vega Cafè Restaurant la sorpresa non è solo un mezzanello che richiama alla memoria la lardiata e che poi si presenta in versione amatriciana, giacché per dessert la coccola finale è un bignè di pasta choux craquelin con ripieno al tiramisù.
Degna conclusione di un sentiero alla scoperta dei sapori del mondo che torna giustamente a casa con il dolce italiano al cucchiaio più amato e apprezzato nella farcia di uno sciù.








