
All’Arena Estiva della Casa del Cinema di Villa Borghese, la XXVII edizione del Premio Internazionale Cinearti La chioma di Berenice il 13 luglio 2026 ha riaffermato la centralità delle maestranze artistiche e artigianali del nostro comparto audiovisivo.
Il prestigioso riconoscimento, istituito nel 1998 dalla CNA, continua a portare sotto i riflettori quei mestieri d’eccellenza che operano dietro le quinte, fondamentali per l’identità visiva e sonora di ogni produzione.
Quest’anno il palcoscenico principale è spettato al regista Silvio Soldini, il cui ultimo lungometraggio, Le assaggiatrici, ha conquistato il titolo di miglior film e la miglior colonna sonora, firmata da Mauro Pagani (foto copertina articolo).
IL DRAMMA STORICO DI SOLDINI TRA TENSIONE E VERITÀ

Con Le assaggiatrici, adattamento dell’omonimo romanzo di Rosella Postorino (vincitore del Premio Campiello 2018), Silvio Soldini firma una delle sue opere più drammatiche e cupe (in rassegna anche al Guerre&Pace Film Fest di Nettuno).
La pellicola si ispira alla figura storica di Margot Wölk, la quale solo nel 2012, a 95 anni, scelse di rivelare il proprio drammatico trascorso come assaggiatrice personale di Adolf Hitler nella Tana del Lupo.
Il regista già Premio David di Donatello riduce il gruppo delle protagoniste da 14 a 7, concentrando lo sguardo su Rosa Sauer.
Attraverso questa micro-storia al femminile, l’autore indaga l’ennesima barbarie del nazismo, consumata sul corpo e sulla psiche di giovani donne costrette a consumare pasti potenzialmente letali per sventare i tentativi di avvelenamento contro il Führer.
LA SOTTRAZIONE SONORA COME STRUMENTO DI REGIA
Il valore aggiunto dell’opera risiede in una scelta stilistica rigorosa che predilige la sottrazione all’iperbole. Soldini impiega campi medi e azzera la partitura musicale durante le sequenze dei pasti. La regia concentra tutta l’attenzione dello spettatore sul tintinnio metallico delle posate e sulle indicazioni dello chef.
Questo lavoro sul sonoro amplifica la tensione psicologica e restituisce la claustrofobia di un rituale quotidiano dove ogni boccone vegetariano può significare la morte. Nonostante una sceneggiatura che accusa qualche incertezza nel segmento finale, la pellicola si impone per un cast internazionale in stato di grazia e una direzione solida.
LA MATURITÀ DI UN AUTORE

Lontano dalle atmosfere leggere e intimiste dei primi anni 2000, il regista abbandona la levità di Pane e tulipani o l’ironia di Agata e la tempesta.
Le protagoniste de Le assaggiatrici non cercano fiori, ma la pura sopravvivenza biologica.
Le donne di Soldini bruciano nel vento (come il titolo di uno dei suoi film meno spensierati e più drammatici) della disfatta imminente del Terzo Reich, muovendosi all’interno di un microcosmo fatto di rivalità, segreti e legami fatali.
PREMI ALLA CARRIERA E ECCELLENZE ARTIGIANE A LA CHIOMA DI BERENICE
La XXVII edizione del premio La chioma di Berenice non ha festeggiato solo il cinema di finzione, ma ha tributato i giusti onori alla storia dello spettacolo italiano.
I Premi alla Carriera hanno celebrato l’eclettismo di Barbara Bouchet, icona della cultura audiovisiva, capace di spaziare con disinvoltura dal thriller alla commedia, e l’intelligenza visiva di Maurizio Nichetti, maestro della sperimentazione capace di far dialogare il cinema dal vero con l’animazione.
Il Premio Speciale alla Sartoria Farani ha omaggiato oltre 60 anni di eccellenza nel costume storico, legata a nomi come Fellini e Pasolini.
Infine, la Dubbing Brothers International Italia ha ricevuto il Premio Speciale Doppiaggio per il delicato lavoro di adattamento su Hamnet – Nel nome del Figlio di Chloé Zhao, a dimostrazione di come la cura della voce rimanga uno dei pilastri inestimabili del nostro cinema.



