
The San Pellegrino Table, rassegna gastronomica itinerante ideata da Acqua Panna e San Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso, non poteva escludere Napoli dal suo tour di pizze d’autore contemporanee, cene a 4 mani e fine dining, e il suo ultimo, decimo appuntamento del 2025 ha trovato nella pizzeria di Ciro Cascella a via San Pasquale a Chiaia il palco perfetto per il gran finale.
IL TOUR DI SAN PELLEGRINO, ACQUA PANNA E GAMBERO ROSSO FA TAPPA A NAPOLI
Nel locale del giovane pizzaiolo partenopeo è andata in scena una serata a 4 mani tra forno e fornelli l’11 dicembre 2025, con Cascella e lo chef Pierluigi Gallo di Achilli al Parlamento (2 forchette Gambero Rosso), quest’ultimo stabiese d’origine ma abruzzese d’adozione, il quale infatti ha portato molto della sua regione nei piatti serviti agli ospiti e ai clienti della conviviale.
LA RASSEGNA ARRIVA NELLA CAPITALE DELLA PIZZA

Dopo Ascoli Piceno, Viareggio, Avellino, Firenze, Bergamo e Milano tocca alla capitale mondiale della pizza, culla del disco di pasta più amato al mondo, ospitare quel dialogo tra toque e maestri pizzaioli così foriero di innovazioni gourmet e soluzioni interessanti al palato.
L’entrée di benvenuto è una frittatina di pasta, classico della frittura partenopea, con la firma immediata di chef Gallo, Stella Michelin dal 2024 a Roma, che aggiunge la ventricina abruzzese al ripieno goloso fatto di bucatini, provola e soffritto di cipolle.
LE PRIME DUE PIZZE DI CHEF GALLO E DI CIRO CASCELLA DOPO L’ANTIPASTO DAL TOCCO ABRUZZESE
Dopo lo starter di riscaldamento è il turno del primo duetto di pizze, un trancio a cura di ciascuno dei due protagonisti dell’evento: se Gallo continua a far sentire lo spirito culinario abruzzese col carpaccio di pecora (la carne è marinata in salamoia), con nota agrumata di mandarino e con la dolcezza della crema di mandorla sulla sua pizza bianca (impasto classico napoletano contemporaneo), Cascella reinterpreta la Marinara a modo suo.
LA MARINARA RIVISITATA DI CIRO CASCELLA CON UN SAN MARZANO DOP SPECIALE

Il segreto della salsa di pomodoro per il suo spicchio è nel San Marzano DOP del marchio Casale Pietro Paolo, un pomodoro dal sapore intenso, né passato, né schiacciato: “Ho preferito non lavorarlo affatto, ma semplicemente cuocerlo crudo nel forno col resto degli ingredienti, origano, aglio e olio EVO, cui ho aggiunto in uscita la scarola saltata in padella con olive nere taggiasche”, spiega il padrone di casa, classe 1990 e dal 2019 operativo nel salotto buono di Chiaia, a pochi passi dallo storico Liceo Umberto e dall’arteria commerciale dello shopping di via De Mille e dal PAN, Palazzo delle arti di Napoli (i collegamenti migliori sono le due linee della metro, con la stazione per la linea 6 alla Riviera di Chiaia e quella di piazza Amedeo con la linea 2 per raggiungere la pizzeria).
L’IMPASTO CONTEMPORANEO DI CIRO CASCELLA 3.0

Il suo è un “impasto classico 3.0 con idratazione del 76% che varia sempre in base alle temperature del giorno e del momento, con 24 ore di fermentazione e altre 12 ore di lievitazione, per una pizza contemporanea con animo napoletano genuino”, assicura Cascella.
In abbinamento, oltre alle bollicine di San Pellegrino e all’Acqua Panna, un vino rosso rubino da uve Sangiovese, il toscano DOCG Morellino di Scansano della Cantina Frescobaldi.
IL SECONDO GIRO DI PIZZE CON IL BEPPINO OCCELLI SULLA BIANCA DI CASCELLA
Il secondo giro di pietanze prevede invece un impasto a cuor di cereali dal colore marrone ben evidente nel cornicione pronunciato (c’è della farina di segale), ma con differenti topping, a discrezione dei due professionisti della ristorazione.
In questo ideale round tra maestri è Cascella ad occuparsi di una pizza bianca, con fondo di provola affumicata Sorì (azienda casearia di Roccamonfina, area di un vulcano spento nel casertano) sapida ma delicata, cui va ad aggiungere il capocollo di Martina Franca – presidio Slow Food – e un formaggio molto particolare al primo assaggio, che scatena reazioni differenti al palato: il Beppino Occelli a malto d’orzo e Whisky possiede una nota sicuramente forte, decisa e corposa, che dona carattere alla pizza con la sua spinta.
L’ESPERIMENTO DI CHEF GALLO AL SECONDO ROUND

Chef Gallo prova un esperimento col pesce povero ormai re indiscusso delle feste di Natale al Sud: il baccalà in olio cottura servito con una salsa di pollo alla cacciatora filtrata, e una lattuga arrosto (cotta in forno) che ricorda il sapore della scarola. Sapori complessi, notevoli, forse troppo sperimentali, e la riduzione che a gocce evoca quasi la salsa di soia o la BBQ: audace e coraggiosa come scelta.
Il pairing è con un bianco Cilento DOC, il Fiano Kratos della Cantina Luigi Maffini prima di approdare al dessert che ovviamente è il babà.
IL DESSERT REGALE PER IL GRAN FINALE
L’evergreen della pasticceria partenopea è definito Sua Maestà nel menu stampato ad hoc, in assonanza con l’inglese must che lo eleva di rango nella famiglia dei dolci partenopei: la crema pasticcera alla vaniglia e la buccia del mandarino candito a freddo (sottovuoto, poi in frigo per 24 ore) regalano una consistenza diversa e una freschezza sciroppata al dolce, degna conclusione col Rum Zacapa XO Gran Riserva di una bella degustazione che mette d’accordo papille gustative, occhi, mente e cuore.




