
Luigi Veronelli descriveva la pizza come qualcosa di “solare, imitazione del sole, sole fatto piatto per le tue illuminazioni notturne”.
Questa potente immagine geometrica e gastronomica trova una corrispondenza visiva immediata nella raggiera che definisce il logo di Picea Pizzerie a Pozzuoli.
Proprio qui, il 6 luglio 2026, la famiglia Vanacore ha festeggiato il trentennale dell’attività.
Un traguardo che sintetizza un percorso di rigore artigianale a due passi dal porto e dal mare del Golfo, all’ombra del Rione Terra, in un’area in cui la contingenza del bradisismo impone una convivenza complessa ma estremamente resiliente.
30 ANNI DI RESISTENZA E TRADIZIONE ALL’OMBRA DEL RIONE TERRA A POZZUOLI
Gianni Vanacore traccia un bilancio nitido e privo di retorica: 30 anni di lavoro sul territorio hanno consolidato un rapporto di profonda fiducia con una clientela fidelizzata.
Nonostante i flussi altalenanti della zona flegrea legati ai fenomeni geologici, la costanza qualitativa ha premiato l’insegna. Picea pizzerie rappresenta oggi un punto di riferimento per chi cerca la declinazione classica della pizza napoletana a Pozzuoli.
Dal punto di vista strategico e territoriale, il patron lancia un messaggio chiaro alle istituzioni: il centro storico necessita di una programmazione strutturata di eventi culturali e gastronomici in grado di valorizzare il tessuto urbano in modo permanente, superando la logica degli appuntamenti temporanei e isolati come il Pizza Village 2026 sul lungomare Pertini, a cui comunque il locale aderisce con convinzione e gioia.
L’ARTE DELL’IMPASTO TRA METODO DIRETTO E TRADIZIONE DA PICEA PIZZERIE

La filosofia culinaria di Giovanni Vanacore affonda le radici in una scelta di campo ben precisa.
Il nome stesso del locale evoca il legno di picea, utilizzato in epoca romana per accendere i forni.
Dal punto di vista tecnico, l’impasto rifiuta le derive ipertrofiche dei cornicioni contemporanei “a canotto”.
Il pizzaiolo predilige un blend di farine lavorato con metodo diretto, caratterizzato da tempi distesi di lievitazione e un’alta idratazione.
Il passaggio nel forno a legna restituisce un disco di pasta dal profilo classico, morbido e leggermente affumicato.
Questo rigore tecnico dimostra come la grande sapienza artigianale possa elevare l’esperienza gastronomica quotidiana; d’altronde, “anche le situazioni peggiori migliorano con una buona pizza”, come ricorda una celebre battuta della pellicola Deadpool.
LA GEOGRAFIA DEL GUSTO, DAL RUOTOLO AI CAVALLI DI BATTAGLIA DI PICEA PIZZERIE

La selezione delle materie prime traccia una mappa rigorosa della dispensa campana. La carta dei vini privilegia le etichette regionali e le espressioni vulcaniche dei Campi Flegrei.
Sul fronte dei condimenti, la pizzeria schiera referenze d’eccellenza: pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP (sia nella variante rossa, sia in quella gialla), pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di Bufala Campana DOP e fiordilatte di Agerola dei Monti Lattari.
Accanto all’immancabile Margherita, i veri picchi espressivi del menu emergono nelle combinazioni più ricercate:
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La pizza nel rutiello: una cottura tradizionale nel ruotolo di ferro che conferisce una consistenza peculiare, proposta sia in versione classica con bufala e pomodoro sia come Marinara rivisitata (arricchita da Piennolo rosso e giallo, olive, acciughe e aglio).
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La Polpettina: un perfetto equilibrio opulento che accosta polpettine fritte, ricotta, fior di latte e Provolone del Monaco DOP.
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La Pulcinella: un classico intramontabile con friarielli e salsiccia su base di fior di latte di Agerola.
Davanti a una simile aderenza all’identità gastronomica, torna alla mente l’entusiastica affermazione del film Disney Lilo & Stitch: “Pizza è unico cibo che vale la pena masticare!”.
OLTRE IL DISCO DI PASTA, I FRITTI E LA CUCINA PARTENOPEA DI PICEA PIZZERIE

Picea pizzerie estende la propria competenza oltre l’arte bianca, strutturando un’offerta di cucina e friggitoria tradizionale di livello pari al comparto pizze.
La sezione dei fritti si distingue per l’esecuzione millimetrica di grandi classici: frittatine, crocchè e montanare.
Nota di merito per il tris di mini ripienini fritti, tre variazioni di pizza fritta che racchiudono rispettivamente ricotta e salame, genovese, e polpettine con ricotta.
La cucina interpreta i pilastri della tradizione partenopea: lo Scarpariello, la Genovese napoletana, la pasta e fagioli e gli gnocchi alla sorrentina.
Durante le celebrazioni del trentennale, la cucina ha proposto la pasta e patate con provola in un’intelligente declinazione finger food. Tuttavia, il vero centro di gravità estivo del menu resta lo spaghetto con crema di limone, cozze e menta: un primo piatto in cui la freschezza citrica e l’aromaticità della menta bilanciano con precisione la sapidità iodata del mollusco avvolto dai vermicelli.
La famiglia Vanacore preserva la memoria storica del gusto senza rinunciare a una nitida precisione tecnica nella sua visione, nella poetica d’arte bianca e nella mission sul territorio.
Lasciando la sala, mentre il profumo del legno arso si mescola alla brezza marina del porto di Pozzuoli, si percepisce chiaramente l’eco di quella famosa trasmissione radiofonica immortalata da Federico Fellini nel capolavoro La dolce vita: la pizza si conferma quel “tipico e gustoso prodotto italiano che nei suoi vivaci colori e nel suo profumo sembra riassumere la gioia di vivere del nostro paese”.
Photo credits di Enzo Buono, fotografo puteolano

PROFILO LOCALE
| Info Utili | Dettagli |
| Insegna | Picea Pizzerie |
| Indirizzo | Corso della Repubblica, 131 – Pozzuoli (NA) |
| Contatto Telefonico | +39 081 303 0195 |
| Canali Social | Instagram: @piceapizzerie
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