
Anni fa un imprenditore italiano, piemontese per la precisione e nota star della tv, sosteneva che l’Italia fosse o dovesse essere la Florida d’Europa, grazie alla sua conformazione peninsulare e all’immensa linea di costa mediterranea.
Un paragone facile e simpatico, che strizza l’occhio al turismo straniero e strappa un sorriso ai connazionali, ma che sminuisce il potenziale italiano in termini di Storia, cultura, arte e patrimonio UNESCO di cui è ricco lo Stivale da Nord a Sud, a differenza della mera vocazione balneare floridiana.
Non fa eccezione in questo quadro la Riviera del Gigante, nuovo brand turistico abruzzese che riunisce quelle che erano le sette sorelle della costa teramana, Silvi, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto, Martinsicuro e Giulianova e Alba Adriatica: “7 Comuni con 60 km di spiagge, piste ciclabili, Bandiere blu, circondati da Natura e borghi storici antichi, medievali e rinascimentali”, ricorda la guida Carla Di Tommaso.
SETTE COMUNI COSTIERI

Se le città costiere vantano infatti un’urbanistica piuttosto recente, dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, con l’avvento della ferrovia postunitaria Ancona – Pescara del 1863, che poi arrivò fino a Brindisi, le civitas antiche alle loro spalle sono i giganti su cui camminano oggi, ricche di castelli, palazzi ducali, torri spagnole, chiese affrescate e cattedrali di grande bellezza.
IL GIGANTE DELLA RIVIERA D’ABRUZZO
Ma il gigante che veglia su tutti è il Gran Sasso, la vetta più alta degli Appennini, ben visibile dal mare: un massiccio imponente di natura dolomitica, quasi alpina si potrebbe dire, intorno al quale si è sviluppata una struggente leggenda materna.
“Il gigante Ermes, figlio della dea Maia e di Zeus, ferito in battaglia, era stato trasportato dalla madre fino alla costa adriatica alla ricerca di erbe medicinali sul Gran Sasso”, racconta la guida turistica specializzata Francesca Diletti.
Esso però era innevato e rallentò la ricerca della cura miracolosa. Disperata per la morte del suo amato gigante, ormai adagiato sul Sasso d’Italia, Maia vagò fino ai monti del massiccio che prese poi il suo nome, quello della Majella, accasciandosi come una bella addormentata che veglia eternamente sul suo gigante.
PRIMI INSEDIAMENTI D’ABRUZZO

Non è un caso che Gran Sasso e Majella rappresentino i primi insediamenti preistorici in terra d’Abruzzo e che la seconda sia considerata anche la montagna madre per gli abruzzesi, la prima casa abitata dall’Uomo.
Il mito nella Riviera del Gigante si intreccia alle bellezze naturalistiche della Riserva del Borsacchio, dove vengono a deporre le uova le tartarughe marine tra Roseto e le frazioni di Cologna spiaggia e Montepagano, come spiega la guida naturalistica Marco Borgatti.
L’ENOGASTRONOMIA DELLA RIVIERA DEL GIGANTE
E ovviamente il tutto si sposa con l’eccellente enogastronomia del territorio, orgoglioso di una tradizione antica, sapientemente onorata dagli chef del territorio con innovazioni e impiattamenti molto eleganti e raffinati.
Se al Palazzo Ducale della Montagnola di Corropoli, oggi deputato a cerimonie e banchettistica, si possono gustare degli ottimi ravioli di pasta fatta in casa (semola) ripieni di Genovese napoletana all’abruzzese (c’è il limone grattugiato, confessa lo chef Francesco Liguori), sulla costa è il trionfo dei sapori del mare.
LA CUCINA DI MARE SULLA RIVIERA DEL GIGANTE

Il ristorante Cantine San Flaviano a Giulianova prepara un guazzetto ottimo anche come condimento per gli spaghetti, insieme a un gustoso baccalà mantecato con crema di peperoni e a una delicata vellutata di broccoli e vongole.
Al ristorante Vecchia Marina di Roseto lo chef Gennaro D’Ignazio propone invece gli scampi con le cozze aromatizzati al rosmarino e “dipinge” una tela di crudi di pesce che è uno spettacolo per occhi e palato, tra colori e sapori bilanciati.
LA TRADIZIONE IN CHIAVE GOURMET

Ma le emozionanti sorprese culinarie della Riviera del Gigante non possono che trovare ospitalità a Villa Corallo a Sant’Omero, nel ristorante Zunica: splendido complesso architettonico ottocentesco, riqualificato e riadattato per feste, matrimoni e con un’attività ristorativa aperta alle prenotazioni.
Qui si possono degustare le olive ascolane Made in Civitella insieme alle saporite Pallotte cacio e ova, tipico piatto abruzzese, e la famose Virtù teramane del 1 maggio: una pasta mista, fresca e secca, con legumi e verdure che lo chef Gianni Dezio trasforma in un piccolo giardino di colori freddi ma vivaci, nello spirito primaverile più squisito.
ENERGIE PER PEDALARE E ALLENARSI IN SPIAGGIA
La pizza dogge (tipica delle feste d’Abruzzo), è il dessert perfetto per chiudere un tour esperienziale nella Riviera del Gigante, ricaricati e ritemprati, pronti per un’ultima pedalata in ciclovia lungo la costa, per una corsetta nella pineta dannunziana o per un allenamento sportivo in spiaggia sugli attrezzi messi a disposizione dai sette Comuni plastic free del litorale.




