Sabato 24 maggio 2025 alle 11.30 si è tenuta l’inaugurazione di Sorsi Vesuviani al Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, situato a Via Panoramica Fellapane 49.
Un viaggio di conoscenza dei vini e delle loro tradizioni che ha accompagnato la platea di avventori e curiosi tra degustazioni guidate, storie di produttori locali e cultura vitivinicola.
Un’occasione per conoscere il vino sia come espressione autentica del territorio, sia della sua biodiversità, in dialogo con i principi della sostenibilità ambientale.
Il ciclo si inserisce nella collaborazione con il Vesuvio DOP Consorzio Tutela Vini, protagonista all’incontro inaugurale.
Il programma della giornata è partito con la presentazione del Polo e delle attività di sviluppo di un’agricoltura sostenibile, con l’intervento del Consorzio Vini Vesuviani, e poi è proseguito con la degustazione di tre Lacryma Christi, con la guida di Luca Giordano, sommelier dell’AIS Campania e della delegazione AIS Vesuviana.
In un sabato di degustazione, tra storie e scelte consapevoli, si è potuta apprezzare la magia vulcanica dei vini del vesuviano, con assaggi e test, lasciandosi trasportare dal profumo, dal gusto e dalle storie di terra e di lavoro.
Un incontro per ascoltare, assaggiare e incontrare le figure del settore e non solo, poiché come afferma Luca: “Dietro ogni calice c’è una storia di terra, lavoro e scelte consapevoli”.
Polo della sostenibilità, presidio per l’ambiente e per la comunità
Alle falde del Vesuvio, di fronte al golfo di Napoli, nasce il Polo della Sostenibilità Ambientale: la sede stessa del progetto è nel regno della biodiversità, nel cuore dell’area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio.
Il Polo della Sostenibilità, promosso da Let’s do it con Vincenzo Capasso e Bianca Capasso, e finanziato dalla Regione Campania con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si propone come centro nevralgico per la formazione ambientale, l’educazione civica e lo sviluppo di buone pratiche sul territorio.
Le sue cinque macroaree sono il monitoraggio ambientale, l’educazione civica, la rigenerazione urbana, l’agricoltura sostenibile e la promozione della cultura ambientale.
Il tutto mira a coinvolgere i cittadini di tutte le età in un percorso condiviso verso la tutela del patrimonio naturale.
Le attività spaziano dalla centrale di monitoraggio dei rifiuti, dove si raccoglieranno le segnalazioni di siti inquinanti e le segnalazioni in un filo diretto con i cittadini, protagonisti anche del progetto di formazione delle sentinelle ambientali, fino ai programmi che puntano a promuovere la riqualificazione e la rigenerazione urbana, nonché una promozione dell’agricoltura sostenibile.
Racconti di vino e territorio
È in questo scenario, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, che il Lacryma Christi si è fatto portavoce di un racconto millenario, degustato in occasione dell’inaugurazione del nuovo Polo della Sostenibilità Ambientale a San Sebastiano al Vesuvio.
Il vino, simbolo identitario di questa terra, è stato protagonista di una degustazione speciale promossa da Slow Food Vesuvio, nell’ambito di una kermesse che ha voluto raccontare non solo le potenzialità agricole del territorio, ma anche la sua vocazione alla rigenerazione sostenibile.
Il Lacryma Christi, vino che nasce dai vitigni cresciuti sui pendii fertili del vulcano, ha accompagnato riflessioni e confronti, divenendo il filo sensoriale tra passato e futuro.
Un brindisi alla terra che resiste
Il 24 maggio scorso, all’interno della struttura di Via Panoramica Fellapane, si è brindato al territorio con calici di Lacryma Christi, vino che “sgorga” dalla lava e che, con le sue note minerali e profonde, racconta di una terra che ha imparato a rigenerarsi.
A guidare la degustazione, Luca Giordano sommelier di AIS, che ha introdotto i partecipanti alla storia, alle caratteristiche organolettiche e alla filiera produttiva del vino vesuviano, ribadendo il ruolo centrale dell’agricoltura sostenibile nelle strategie di difesa ambientale.
La degustazione non è stata un semplice momento conviviale, ma un gesto simbolico: bere il frutto della terra per comprenderne il valore, per proteggerla e per impegnarsi, concretamente, a conservarla.
Un’esperienza che è anche un manifesto
L’unione tra cultura, enogastronomia e sostenibilità ha fatto del Polo della Sostenibilità non solo un luogo fisico ma anche un manifesto etico.
Attraverso attività di educazione ambientale, collaborazione tra enti e associazioni come Cleanap, Let’s do it, Sott e ‘ncopp e tante altre con momenti esperienziali come la degustazione del Lacryma Christi, si consolida una visione integrata in cui l’ambiente, la comunità e la memoria storica dialogano per un futuro più consapevole.
Il Lacryma Christi, con il suo bouquet di sapori vulcanici e la sua origine leggendaria, non poteva che essere il simbolo di questa rinascita: un vino che nasce dalle ceneri, proprio come il futuro che il Polo della Sostenibilità vuole costruire, saldo nelle radici e aperto al cambiamento.
San Sebastiano al Vesuvio ha dunque brindato al suo futuro sostenibile. E lo ha fatto con il sapore autentico del Lacryma Christi, simbolo di una terra che resiste, rinasce e si racconta, calice dopo calice.



