
Il rosso della lava lega da sempre i paesi vesuviani, così come quello del corallo, eccellenza di Torre del Greco, dei pigmenti delle domus di Pompei, Oplonti ed Ercolano, e il suo colore secondario, l’arancione, illuminava l’antica via del Miglio d’Oro, nota alle falde del Vesuvio per gli agrumeti scintillanti come oro al Sole.
IL ROSSO CORALLO
Per una sera il rosso corallo, coi suoi sapori intensi di pomodoro del Piennolo vesuviano, ragù, note di mare e frutti rossi di bosco è stato il denominatore comune di una cena a quattro mani presso Pizzeria ROVI a Ercolano.
METTI UNA SERA A CENA

Il format dal titolo Metti una sera a cena si è rinnovato così anche quest’anno il 16 gennaio 2025, a due passi dagli scavi archeologici, dopo i fortunati e felici appuntamenti precedenti e il saluto al 2024 attraverso l’evento di dicembre scorso, con i dolci di Sabatino Sirica e le creazioni dello chef Domenico Tulliano del ristorante Hortus a Sorrento.
Il passaggio di testimone è avvenuto con uno stellato, Vincenzo Guarino, brand chef presso La Corte degli Dei, il fine dining di Palazzo Acampora ad Agerola – sempre la Penisola Sorrentina che torna -, ospite insieme al pasticciere Carmine Di Donna del padrone di casa, il pizzaiolo Vincenzo Damiano.
VINCENZO GUARINO E CARMINE DI DONNA

I due Vincenzo si sono così alternati tra forno e cucina, affiancati in sala dal maitre e futuro sommelier Rocco Campana, per un percorso degustativo nel segno della Regia Strada delle Calabrie, l’asse viario che da Ercolano conduce fino a Torre del Greco, città della stella Michelin Guarino.
E del pastry chef Di Donna, dal 2017 membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, attualmente consulente presso pasticcerie.
ENTRÉE
Tra le entrée di benvenuto, accompagnate dalle bollicine Ferrari TrentoDoc metodo classico, Brut, spiccava senza ombra di dubbio il bon bon al pomodoro, farcito con polpo alla Luciana e germogli di basilico: un piccolo scrigno di pietra lavica (il colore dell’impasto) con un’esplosione magmatica di sapori di terra e mare.
Menzione anche per i dischetti di polenta fritta con ragù napoletano, Parmigiano Reggiano e basilico cristallizzato, a mo’ di pizza; spazio anche per il bao a vapore con zucchine alla Nerano.
LA SCARPARIELLO ROSSO CORALLO

L’espressione del momento ha il sapore dello Scarpariello, mitico sugo partenopeo a base di pomodoro e mantecato con i formaggi con cui si facevano pagare gli scarpai (scarpari) di Napoli (salsa preparata però dalle mogli il lunedì dopo la domenica o durante la settimana, vuole la leggenda).
L’ASSOLUTO DI CORALLO
La pizza Scarpariello è un’altra declinazione del rosso corallo che poi nell’Assoluto di pasta mista, preparato da chef Guarino, trova la sua apoteosi durante la conviviale: crostacei sul fondo, note fresche di limone, spuma di fagioli e cialda di corallo per un primo piatto di equilibrio e gusto. Entrambi accompagnati da un Campania Rosato di Feudi di San Gregorio, annata 2023, IGT.
LA MONTANARA FRITTA E AL FORNO

La seconda pizza, la Montanara fritta e poi passata al forno, celebra il matrimonio tra il rosso fuoco del Piennolo del Vesuvio, le polpettine, la crema di friarielli (un must della nostra tradizione) e la crema di Parmigiano Reggiano.
L’abbinamento per il classico e iconico lievitato fritto è un rosso deciso, corposo, intenso: Gelsonero Lacryma Christi Vesuvio DOC, annata 2020, non proprio una delle migliori nella memoria comune e nell’immaginario collettivo a causa dell’ultima pandemia, ma decisamente notevole nella resa vitivinicola per questo nettare del vulcano.
IL DESSERT FINALE MILLEFOGLIE

La degna conclusione di serata è stata affidata al pasticciere Di Donna con la sua millefoglie con crema alla vaniglia, pallina di gelato, more, mirtilli e lamponi.
Quattro stelle Michelin collezionate in vari ristoranti italiani (Guarino), una dolce cometa a fine pasto per addolcire il palato (Di Donna) e tutta la buona stella sotto cui è sorta la pizzeria ROVI al piano terra di Villa De Bisogno di Casaluce, col rosso corallo benaugurante.
IL CORALLO PORTA FORTUNA

Del resto la credenza secondo cui il meraviglioso corallo protegga dalla sfortuna e dal malocchio trova riscontro nella mitologia.
Medusa pietrificava chiunque con il suo sguardo e, quando Perseo la decapitò, egli salì su Pegaso, il cavallo alato, tenendo in mano la testa della Gorgone appena uccisa.
Alcune gocce di sangue caddero in mare, durante il volo, dalla testa mozzata della mostruosa creatura e si pietrificarono all’istante, trasformandosi nello splendido corallo rosso.
Il sangue del terribile mostro è diventato così un’arma bellissima, affascinante e suggestiva da usare a proprio favore, contro la malasorte e le cattiverie altrui.






