
L’autunno che sta cedendo il passo alla nuova stagione dei rigori e delle temperature meno miti conserva sempre un fascino cromatico e gustativo, entrato di diritto nell’immaginario collettivo.
I colori inconfondibili, i frutti e le preziose gemme boschive che dissemina sui sentieri di montagna e tra gli alberi, nonché gli ortaggi tipici, i sapori irresistibili e intensi e i profumi terrosi sono tratti distintivi dei mesi che precedono l’arrivo del generale inverno, sicuramente meno generoso del suo predecessore a tavola.
La dimostrazione di tanta magnanimità autunnale tra sala e fornelli viene dall’ultima esperienza degustativa in fatto di carne compiuta ad Aversa, territorio campano sempre più ricco nell’offerta enogastronomica, di pizze e lievitati, come abbiamo raccontato più volte nel casertano.
VERS FOOD EXPERIENCE

Vers Food Experience evoca nel nome la città dei dodici conti normanni, ma potrebbe alludere anche ironicamente a una versatilità in cucina.
Da un ristorante che fa del Sushi di carne la sua bandiera, difficilmente ci si aspetta un’esperienza nella panificazione, abbinata alla pregiatissima Fassona piemontese scelta dal suo fondatore e chef Michele Di Nardo.
UN MENU RICCO DI SAPORI E PROFUMI DI STAGIONE
Eppure nella cena del 12 dicembre 2025 presso il locale situato a via Alfredo Nobel con carpacci e tartare c’erano cialde e padellini, persino crumble di tempura nel piatto. Il naked autumn andato in scena si è rivelato come una celebrazione del fungo porcino declinato dall’antipasto fino al dolce, con combinazioni spesso interessanti e scoperte piacevoli al palato.
STARTER APPETIZER, UN TRIS DI CAKE, URAMAKI E NIGIRI DI WAGYU PER L’ANTIPASTO

Elegante e raffinato nella mise en place il trittico di starter: Nigiri di Wagyu laccato con salsa al porcino; l’Uramaki Vers, must e cavallo di battaglia della toque Di Nardo; e il plumcake di zucca, simile quasi a un Madeleine, con crema di Parmigiano Reggiano e polvere di alga Nori e fungo porcino.
LIEVITATI E OLIO EVO D’AUTORE L’ORO DI NAMU
Dopo questo tris di appetizer in pairing con Prosecco di benvenuto, Vers Food Experience cala subito l’asso dei suoi lievitati e panificati (focacce, grissini e pane bianco) per assaggiare sia un bottoncino di burro salato, sia l’olio EVO che viene dalla catena montuosa del Falerno, sponsor della conviviale insieme ai vini rossi pugliesi: L’oro di Namu, l’olio extravergine d’oliva di Matilde Misuraca, ex farmacista diventata imprenditrice nel settore dell’olivicoltura a Casanova di Carinola (CE), alle pendici del monte Massico.
TARTARE D’AUTUNNO

La prima Tartare d’Autunno è un battuto di Fassona al coltello, servito con cialda di porcini, crumble di castagne al vino novello speziato con pepe Sichuan, su una crema al Gorgonzola.
Contrasti di dolcezza (castagna, vino) e sapidità (funghi e la spinta del formaggio principe degli erborinati italiani); e di consistenze tra la carne che si scioglie in bocca e la croccantezza delle cialde simili a chips.
Il vino scelto per la prima pietanza è il rosso delle cantine Podere 29, Gelso nero, un Nero di Troia del 2024.
PADELLINO AI FUNGHI PORCINI CON CARPACCIO DI FASSONA

Il padellino ai profumi di bosco convince a metà sul fronte lievitato ai carboni vegetali, porcini e noci: il Carpaccio di Fassona (foto copertina) con maionese mostarda al miele, tartufo fresco a scaglie e rosmarino andrebbe già bene così, da solo con le gocce mayo honey mustard, forse un po’ troppo piccanti, ma interessanti come condimento.
L’essenza di sottobosco 2.0 è una Tartare dalla porzione abbondante con crumble di tempura, una spuma sifonata di funghi porcini che copre tutto e polvere (riduzione) di vino Porto al tartufo: imperfetta ma ugualmente gustosa.
IL DESSERT NAMELAKA FUNGO PORCINO E CIOCCOLATO BIANCO

Al momento del dessert Porcino e cioccolato il gioiello d’autunno esprime le sue noti migliori e più sorprendenti: la Namelaka al cioccolato bianco, con funghi porcini canditi, sablé al cacao e sale Maldon, assomiglia a uno di quei frutti di Martorana tanto cari alla tradizione dolciaria siciliana e campana, simulando la forma del porcino su finto terriccio.
Se la primavera è pittrice, l’autunno è scultore secondo Junger e le plastiche creazioni dello chef e titolare Di Nardo al piatto rappresentano tutta la passione, l’amore per questo mestiere, il talento di un esperto e cultore della materia prima, oltre che di un vero esploratore del gusto, come recita il biglietto da visita di questa attività ristorativa.





