
I Campi Flegrei vivono da tempo una fase complessa. Il bradisismo sfida quotidianamente la tenuta psicologica dei cittadini e mette a dura prova tessuto imprenditoriale, turismo e ristorazione a Pozzuoli.
Eppure, proprio dove “trema la terra“, come cantano Angelina Mango e Marco Mengoni in Canto d’amore, la proposta enogastronomica risponde con una scossa di segno opposto: qualità assoluta, ricerca e resistenza culturale.
La recente Live Cooking Experience del 17 giugno 2026 al White Chill Out Lungomare di Pozzuoli ha dimostrato come il territorio sappia cogliere le opportunità.
Un avamposto di resilienza culinaria che affronta le difficoltà con gli strumenti dell’alta ospitalità.
L’ESTETICA DELL’ACCOGLIENZA E IL VALORE DELLA RETE

La ripartenza richiede coraggio e investimenti strutturali. La proprietà del locale ha attuato un profondo restyling per la stagione 2026, rinnovando il look delle sale interne ed esterne, del dehor e del privé.
Questa evoluzione estetica riflette l’approccio di Nicola Scamardella, patron della struttura, che ha già ottenuto il prestigioso Premio Leone d’Oro per l’accoglienza e l’ospitalità a Venezia a giugno 2025.
Scamardella ribadisce un concetto chiave per il futuro della città: l’importanza strategica di fare rete tra professionisti per superare i momenti critici.
La sinergia con il wedding planner Nicola Pezzella ha trasformato la serata di presentazione in un percorso sensoriale codificato di stile e design.
L’obiettivo è quello di ridefinire l’identità costiera di Pozzuoli attraverso standard culinari rigorosi e collaborazioni di filiera.
L’APERTURA CON CRUDO DI MARE E KAMADO
Il percorso gastronomico, orchestrato dallo chef palermitano Alessio Galati, alza il sipario con una decisa dichiarazione di intenti marittima.
La cucina d’autore si è misurata subito con la purezza della materia prima e l’uso sapiente del fuoco e delle tecniche internazionali.
La brigata ha aperto le danze al momento ostriche di impeccabile freschezza e scottato scampi e gamberi sulla brace del Kamado.
Questa tecnica di cottura millenaria valorizza la dolcezza nativa dei crostacei senza aggredirne le fibre.
Il sommelier Guido Del Vecchio abbina a questo inizio lo spumante Brut Brianò di Cantine Palazzo Marchesale, una bollicina che ripulisce il palato con freschezza e mineralità.
SUSHI CORNER

Lo chef Romerson Cohelo ha firmato la proposta sushi che consolida la sua presenza nel menu dopo il successo riscontrato a inizio 2026.
La pulizia del taglio millimetrico del pesce ha sposato poi la mixology d’autore: il bartender Luigi Scamardella ha proposto in abbinamento il classico cocktail Japanese Slipper, bilanciando le note fruttate e acide in perfetta armonia con il riso e il pesce crudo.
LA TRADIZIONE REINTERPRETA IL GIOCO DELLE CONSISTENZE
Lo chef Galati ha dimostrato maturità tecnica nel passaggio ai piatti caldi, dove la tradizione campana subisce una destrutturazione formale che ne preserva i sapori originari.
Il Roll bun ai crostacei, un panino dolce con insalata misticanza e maionese al pepe rosa, in abbinamento ha trovato la Falanghina metodo classico 36 mesi di Cantine Federiciane.
IL PESCE POVERO DIVENTATO CHIC

Il baccalà fritto alla Sofia, con pomodoro datterino e Parmigiano Reggiano 36 mesi, era in pairing con Vigna Cigliano Solfatara Campi Flegrei Rosso DOP di Cantine Federiciane.
Sotto il profilo critico, spicca l’audacia dell’abbinamento del baccalà con il rosso di Cantine Federiciane.
Il tannino levigato e la nota sulfurea del Vigna Cigliano sorreggono perfettamente la grassezza della frittura e la sapidità del Parmigiano stagionato, superando il dogma esclusivo del vino bianco con il pesce.
FISH AND CHIPS DI PESCE AZZURRO

Il Fish & Chips di tonno è una cotoletta di pesce azzurro fritta, con provola di Agerola, crunch di patate, salsa tonnata, accompagnata dalla Falanghina vendemmia tardiva Collina Viticella di Cantina Carputo.
Nel Fish & Chips di tonno, la provola di Agerola inserisce una nota affumicata che trova un contrappunto ideale nella complessità strutturale della Falanghina a vendemmia tardiva di Carputo.
I TAGLIOLINI TRA I DUE PRIMI PIATTI
I primi piatti hanno beneficiato del supporto tecnico dei Pastai Cacciapuoti e alla selezione di Ittica Albi e Ittica D’Isanto Pozzuoli.
I tagliolini presentano una mantecatura classica al burro e limone, sormontata da un battuto crudo di gamberi che preserva la consistenza setosa del crostaceo.
Il sommelier ha servito in abbinamento l’Asprinio fermo IX Denari di Cantine Palazzo Marchesale, un vitigno dall’acidità tagliente capace di ripulire e settare il palato.
Questo piatto rappresenta il legame viscerale con la cucina del golfo.
ZITI CON RICCIOLA E POMODORINI DATTERINI

Gli ziti hanno “abbracciato” il pescato del giorno (ricciola per la precisione) in un’emulsione densa con pomodori datterini.
Chef Galati ha recentemente riproposto la stessa portata alla III edizione del Mytilus Fest 2026 il 3 luglio 2026, con l’aggiunta delle cozze locali.
L’abbinamento scelto rappresenta un omaggio alla tecnologia enologica e al mare stesso: la Falanghina metodo classico underwater Voce ‘e notte di Cantina Carputo.
Il vino compie un affinamento di 30 mesi sui lieviti, seguito da una sboccatura nel 2024 e da ulteriori 12 mesi di affinamento subacqueo.
La pressione marina e la temperatura costante del fondale conferiscono allo spumante una micro-ossigenazione unica. Tutto questo si traduce in una bollicina di rara finezza e complessità salmastra.
FINALE TRA DOLCEZZA E ALTA MISCELAZIONE

La chiusura del percorso abbandona la rigidità della scomposizione tecnica per abbracciare il comfort visivo e palatale del Plateau Dolce Vita.
Luigi Scamardella ha sigillato l’esperienza dei mini coni gelato, ornati di smarties e cioccolato, con un Signature Cocktail apposito.
La logistica e la finitura del servizio hanno avuto il supporto di partner tecnici: Magno Food; MARR Home; Legami D’Amore; Caffè Kremoso.
Il White dà appuntamento il 7 luglio 2026 a Villa Tony a Ercolano per Cenando sotto un cielo diverso, e il 20 luglio 2026 al Nabilah per Te le do io le bollicine.



