La Primavera e L’Autunno sono le stagioni migliori per visitare il Chianti in Toscana, una delle zone più conosciute ed apprezzate dai visitatori di tutto il mondo. Il Chianti è un territorio fantastico, tra Firenze, Siena e Arezzo,che dal punto di vista geografico si estende per circa 20 Km con il Monte San Michele e ben 5 fiumi , Il Pesa, il Greve, l’Ombrone, il Staggia e l’Arbia.
E’un susseguirsi di paesaggi unici arricchiti da dolci e verdi colline, distese di vigneti ed oliveti, piccoli borghi dove il tempo si è fermato, caratteristiche pievi, fortezze antiche e case coloniche di campagna in pietra. Questi paesaggi sono cosi belli e particolari da lasciare a bocca aperta e senza fiato, dove la natura è suggestiva e ricca di bellezze e prodotti inimitabili, che hanno reso questa Regione di particolare interesse e curiosità dai turisti di tutto il mondo.
In queste due stagioni il paesaggio e il clima sono piacevoli e la campagna fiorisce e regala tutta la sua bellezza e la bassa stagione permette di trovare meno affluenza e prezzi anche più vantaggiosi. In questo territorio spesso si organizzano delle Feste e dei Percorsi legati alle tradizioni, alla storia e alla cultura del vino e del buon cibo.
Oggi, anche in virtù della legge sulla denominazione dei vini, con l’espressione “Chianti” si intendono i territori dei tre comuni della Lega, i comuni fiorentini di San Casciano e Tavernelle in Val di Pesa, Greve in Chianti e parte di Barberino in Val d’Elsa ed i comuni senesi di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi. Questo territorio produce vino fin dal tempo degli Etruschi che portarono la VITE, il nettare della terra, come testimoniano alcuni vasi attici del VI secolo a.C. che sono stati ritrovati a Castellina in Chianti. Non sappiamo quali vini si producessero a quel tempo, ma sappiamo che gran parte della Toscana era coltivata a vigne.
La coltura vinicola proseguì durante tutto l’Impero Romano e sopravvisse anche dopo le devastazioni barbariche, grazie all’impegno dei pazienti monaci benedettini e vallombrosiani. Questi monaci perseguivano, insieme alla cura dello spirito anche quella delle campagne coltivate a vite e olivo, spingendo la popolazioni a prendersi cura dei campi e occupandosi di persona della produzione di olio e vino: a loro il merito di aver diffuso la coltura della vite a partire dalle badie come Coltibuono
In quel tempo il vino prodotto era colpito da una pesante fiscalità e la qualità andava pagata in base alle valutazioni del catasto. Ma solo nel 1800 ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata DOC. Quando nel 1967, è tata introdotta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG, allora la sua denominazione Chianti è stata integrata con le specifiche coltivazioni: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli.
Il “Chianti” è garanzia di vino nobile, DOCG ed è prodotto secondo leggi severe che ne tutelano lo standard qualitativo e con esso le caratteristiche sensoriali. Il Vino ha colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, sapore armonico, asciutto e leggermente tannico, odore vinoso con sentore di mammola. Può essere bevuto giovane o invecchiato. Giovane, si accompagna particolarmente bene con carni rosse alla griglia, mentre il Riserva è più corposo e complesso, perfetto con selvaggina e formaggi stagionati.
Tutti i Chianti sono costituiti dagli stessi vitigni: Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano, Malvasia bianca, Sauvignon. La percentuale delle uve, invece, può cambiare da vino a vino. Protagonista indiscusso, comunque, è sempre il Sangiovese, che può essere vinificato in purezza o in quote variabili fino a un minimo del 75%.
Per conoscere l’Eccellenza del Chianti e assaporare tutto il gusto del rosso più famoso d’Italia è interessante scegliere una vacanza a tema enogastronomico nel Chianti, per poter anche da vicino scoprire la strada che porta alla nascita dei Comuni che è strettamente correlata alla continua crescita della produzione vinicola. Infatti il commercio del vino costituisce un’importante fonte di ricchezza, che rafforza il potere e il controllo sul territorio.
Interessanti sono i progetti creati sul territorio come “ I Sentieri del Chianti” creati per la promozione e la valorizzazione escursionisti dei sentieri di tutta l’Area territoriale, attraverso percorsi stimolanti, di tre Comuni come Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Gaiole in Chianti. Questo sistema è definito turismo sostenibile, che permette di coinvolgere sia i turisti, i cittadini, le famiglie e le scuole. Interessanti sono i “Percorsi Enogastronomici che permettono di conoscere la Toscana in Tavola con i suoi Piatti tipici e Tradizionali del Territorio.
Gli Spaghetti al Vino Rosso, un primo semplice e molto saporito, dove la pasta fatta cuocere in un bicchiere di Chianti, il famoso vino Toscano apprezzato nel mondo e poi in padella con olio, peperoncino e l’aglio. Conditi con formaggio grattugiato.
Il Rigantino stagionato, pancetta di maiale salata ed insaporita con erbe aromatiche e fatta stagionare per essere consumata sul pane e un buon bicchiere di vino. Si usa per la preparazione anche di sughi o condimenti per pasta o carni.
I Pici all’Aglione, piatto tipico della Val d’Orcia e della Val di Chiana e della provincia di Siena, preparati dalla semplice unione di acqua e farina e dal lavoro di mani sapienti che gli conferiscono una forma lunga e irregolarmente tondeggiante. Il termine “appiciare” deriva proprio da questo modo di creare un lunghissimo filo di pasta. La tradizione culinaria Toscana vuole che il condimento sia sugo all’aglione.
Pane toscano DOP, un pane completamente privo di sale a lievitazione naturale, dalla crosta sottile e croccante. Viene prodotto in Toscana fin dall’antichità, come testimoniano gli scritti di Tito Livio. Rientra nella preparazione di molti piatti tipici come le zuppe Toscane. E’ tutelato dal Consorzio di Promozione e Tutela del Pane Toscano a Lievitazione Naturale.
Panzanella e Ribollita, accompagna egregiamente i salumi toscani.
La Soppressata, un insaccato di carne suina costituito da frammenti grossolani. Nei salumifici toscani se ne producono circa 5000 quintali all’anno.
La Zuppa Toscana con legumi e cavolo nero.
Il Lardo di Colonnata, il cui nome deriva dal paese dove viene prodotto, Colonnata, in provincia di Massa Carrara, dove costituiva il principale alimento dei lavoratori nelle cave di marmo. E’ conosciuto in tutto il mondo ed ha origini antichissime, che deriva dallo strato grasso della schiena del maiale. Il segreto della sua prelibatezza sta nel metodo di stagionatura.
La Bistecca alla fiorentina: è il simbolo della gastronomia toscana, che si ottiene dal Manzo Vitellone di Pura Razza Chianina dagli allevamenti della Val di Chiana, tra Arezzo e Siena. Il taglio deve essere quello della lombata e comprende l’osso che separa la carne di filetto e controfiletto.
Sarà possibile anche soggiornare in bed and brakfast, appartamenti, ville o qualche Agriturismo caratteristico come in località Vescine, Radda in Chianti in provincia di Siena per assaporare con il massimo relax tutto il patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico, culturale e sociale delle zone che curano la crescita della produzione vinicola.
5 Marzo 2017
di P.Zinno




































