
“Nessuno può prevedere la storia di un paese dove crescono dei peperoncini che piccano in 100 modi diversi”, ebbe a dire del Messico Juan Villoro.
Si poteva però prevedere molto felicemente il matrimonio di sapori e saperi in cucina della cena speciale al WIP Burger & Pizza di Nocera Inferiore, locale di Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, per la rassegna Sorsi & Morsi, celebrata il 17 novembre 2025 con la chef Diana Beltran ai fornelli.
DIANA BELTRAN, DAL MESSICO ALL’ITALIA PER UNA CENA AL WIP BURGER & PIZZA DI NOCERA INFERIORE
La toque messicana, da 40 anni in Italia e da 25 impegnata a diffondere la cultura culinaria del suo paese, ha portato l’abbraccio del Messico anche in Campania, dopo la cena di gala presso l’Ambasciata della sua nazione a Roma per il 215esimo anniversario della Liberazione il 19 settembre 2025.
L’INIZIATIVA DI GAETANO CATALDO, SOMMELIER E FOUNDER DI IDENTITA MEDITERRANEA

Al Lazio segue così la nostra regione nelle conviviali mesoamericane a tavola, e in particolare la piccola Repubblica del San Marzano DOP, definizione data da Gaetano Cataldo a Nocera Inferiore e all’areale dell’Agro Nocerino Sarnese per la sua tradizione di conserve e coltivazioni dell’oro rosso.
Il sommelier nocerino, fondatore e anima di Identità Mediterranea, da tempo immaginava un percorso enogastronomico in cui abbinare i nostri vini ai piatti della Storia plurisecolare, anzi millenaria, del paese degli Aztechi e dei Maya, come sostenuto a suo tempo per le celebrazioni capitoline in Ambasciata messicana.
Quest’anno il Messico è stato molto protagonista nelle cronache culturali e di costume, e non solo politiche quindi, con le intemperanze di Trump sull’eterno muro tra i due paesi lungo il Rio Bravo, o per il Golfo che dovrebbe cambiare nome (cui replicò la Presidente Sheinbaum con quell’America Mexicana che, fino a due secoli fa, includeva buona parte del Far West, dalle Montagne Rocciose alla West Coast californiana).
IL MESSICO DAL CINEMA ALLA TAVOLA E VICEVERSA
Di recente nella nostra Capitale il Festival di Cinema Messicano ha incoronato, a distanza di più di 20 anni ,uno degli esordi del regista doppio Premio Oscar Alejandro Gonzalez Inarritu, Amores Perros, con il riconoscimento del pubblico Victor Gonzalez – Dr Simi, nonché reso omaggio ad altri due cineasti messicani, Alfonso Cuaron e Guillermo Del Toro.
LA CUCINA MESSICANA

Il paese che ospiterà col potente vicino statunitense i prossimi mondiali di calcio 2026 è un contenitore di sapori che invita ad aprire la mente a nuove combinazioni di spezie, erbe come il coriandolo e ingredienti figli della trilogia messicana: fagioli neri, mais e peperoncino, la sacra triade presente nel DNA di ogni messicano, un mix di carboidrati, proteine vegetali e piccantezza ormai iconici. Si aprono le danze al WIP pertanto con un doppio antipasto lievitato tra gli entrée appetizer.
ANTIPASTI – APPETIZER – STARTER LIEVITATI D’AUTORE
Il primo starter è un padellino in doppia cottura a base di mais pignoletto rosso con guacamole e baccalà marinato in olio EVO e Lime, abbinato a una Tequila con Ginger Beer e Lime.
Spunta il cacao nell’impasto della farina semi integrale per la seconda pizza con salsa enchilada e quenelle di ‘Nduja di Spilinga (abbinata al Negroni sbagliato al Metzcal, pepe di Sichuan e arancia, cocktail sempre a cura di Gianfranco Romano): contrasti forti, decisi, spinti al palato.
TAMALES

Col Tamal vegetariano cotto nella foglia di mais si entra subito nel vivo delle feste messicane come Natale, matrimoni e cerimonie varie: un piatto tipico nazionale rivisitato con hoja de maiz e servito su una vellutata sapida di fagioli neri (sentore quasi di fungo, bosco) con sour cream di salsa Macha e ricotta salata.
Ottimo l’innesto caseario nostrano al pari dell’abbinamento enologico con il rosato d’Aglianico IGT 2021, Primula di Cantine Barone, direttamente dal profondo Cilento (la terra della lentezza che si sposa con quella della siesta).
I MOLE
VERDE

Spazio poi ai due Mole, verde e negro (ci perdonino gli amanti del politicamente corretto, ma nero in spagnolo si traduce così, del resto è lingua romanza, neolatina).
Spalla di maiale e riso Basmati con tortilla per il Mole verde, servito con una salsa a base di zucca, papavero, tomatillo e foglie di ravanello, e abbinato a un sorprendente Mater Fiano Cilento DOC 2020: un bianco ancestrale, corposo, strutturato (acciaio e legno per 6 mesi), sempre dell’ex cantina sociale Barone, ora distribuito dall’azienda Perrella.
NEGRO
Coscia di pollo con purè di camote giallo, Parmigiano reggiano, burro, sesamo, zucca e semi di zucca, col peperoncino come addensante per quello Negro (piatto tipico dei funerali, col cacao scuro che insegna come La vida no es solo un carnaval, ma sia anche tristezza e malinconia talvolta) in pairing con un Acino d’Alento Fiano: spumante fresco e aromatico, dell’azienda vitivinicola Barone.
IL DESSERT DEL GRAN CAFFE ROMANO

Singolare l’inizio con un rosée e la conclusione con una bollicina – ma funzionale -, così come è degno di nota il dessert Pan de Muertos, preparato dal Gran Caffè Romano di Solofra insieme a un lievitato natalizio, abbinato al Che Fico, liquore al fico bianco cilentano.
Siamo pur sempre a novembre, mese del Dia de los muertos e il Messico è la patria di un culto dei morti, molto vivo e sentito a ogni latitudine.
ECCELLENZE CHE FANNO DIALOGARE DUE POTENZE DEL G20
Eccellenze a confronto dei due paesi dai colori pressoché simili nelle bandiere, entrambi eredi di antichi imperi (romano e precolombiani, persino cadetto austriaco per il Messico con l’esperienza di Massimiliano d’Asburgo, benedetta da Napoleone III nell’800), partner storici economici e membri del G20, per una sera – almeno – ai vertici della classifica dei Grandi del mondo in fatto di buon cibo e calici eleganti.







