Il Macellaio. L’evoluzione di un mestiere antico con Michele Di Meo

La figura del macellaio risale a tempi antichissimi, da quando l’uomo ha iniziato a mangiare carne e ad imparare trattarla.

 

 

 

 

 

 

Questa professione è riuscita a reinventarsi seguendo man mano i cambiamenti della società e le diverse scelte alimentari. Una figura oggi diversa rispetto al passato, dove si fa più attenzione ai tanti aspetti che una volta venivano tralasciati.

La formazione dei macellai, oggi, è più completa. Chi si avvicina a questo mondo non deve solo saper preparare i tagli e produrre salami, ma deve formarsi a 360 gradi, perché questo mestiere è ricco di sfaccettature rispetto al passato. La trasformazione ed evoluzione delle competenze ha imposto a questa figura di diventare più professionale e ancora più addentro al mondo della carne.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci troviamo al Fusaro, a Via delle Terme Romane a pochi passi dal Parco Vanvitelliano,  un’ area di verde accogliente dei Campi Flegrei che si estende sulle sponde del lago Fusaro, al centro del quale è custodito uno dei tesori borbonici, la caratteristica Casina di caccia del Vanvitelli. Qui c’è la bottega di Michele Di Meo  il simpatico artigiano della carne, che non solo prepara la carne cruda, ma è anche un vero e proprio cuoco esperto della cottura e degli abbinamenti che si possono fare con i vari prodotti a base di carne. E’ molto bravo nel  campo delle preparazioni e dà molto spazio alle carni pronte e condite per essere cucinate. Tutti vanno di fretta e cercano sempre di acquistare piatti semplici e veloci da cucinare, per questo motivo, oggi nel banco della sua macelleria oltre ai classici tagli di carne bovina o suina, fà trovare ai suoi clienti  anche cotolette impanate già pronte, tagli  per lo spezzatino, hamburger farcite, polpette, arrosti, polpettoni, gattò di patate e tanti piatti pronti di bell’aspetto, genuini e di qualità, che arricchiscono il banco ed invitano maggiormente all’acquisto, proponendo anche ricette genuine e gustose.

Michele: – penso a mio padre Antimo, per gli amici Dmiello,  che ancora ad 80 anni mi da dei consigli quando  viene a trovarmi in bottega. Emozioni che ancora oggi mi fanno apprezzare il confronto continuo tra due generazioni. Il mio maestro che rappresenta la tradizione e la forza della saggezza, io, l’allievo, la nuova generazione che ha  tanta voglia di imparare cose nuove. Parliamo della mia figura del macellaio e di come questa professione si sia evoluta rapidamente nel tempo e quanto sia cambiato il nostro lavoro negli ultimi 20 anni. Parlo della mia esperienza, quando ho cominciato a fare sul serio ed avevo appena 15 anni, ma già dall’età di 8 andavo nella bottega con mio padre per fare i piccoli lavoretti, come pulire i banconi, preparare gli insaccati freschi e stagionati, osservarlo silenziosamente  quando preparava i pezzi di carne, le  basi del mestiere. Oggi che ho 50 anni posso dire che la macelleria di quel tempo ha ben poco a che fare con quella moderna. Ci sono stati moltissimi cambiamenti, dai tagli della carne, all’esposizione in banco, dalle preparazioni alla conoscenza dei tagli internazionali e non parliamo dei  corsi sulla sicurezza e dell’HACCP. Del resto anche il tessuto sociale è cambiato ed  i ritmi di vita sono sempre più veloci. E’ cambiata anche l’interazione con altre persone e culture diverse che oggi sono più frequenti e capita che, entrino in bottega e cerchino le tipologie di carne ed i tagli propri della loro tradizione. Le culture si integrano e non è facile accontentare tutti, il cliente oggi è diventato più esigente.-

 

 

 

 

 

 

Michele oltre ad essere un vero professionista della carne, ha una personalità eclettica ed una esuberanza naturale che da diversi anni lo porta a dedicarsi con carisma e  successo ad attività diverse. Ha un talento innato per la musica, con la passione per la tammorra, uno strumento musicale tradizionale, un tamburo fatto con pelli di capra o pecora con ai lati dei dischi di metallo. Da diversi anni fa parte di nuova formazione flegrea di musica popolare che  propone e ripropone i valori di una tradizione del Sud dell’Italia con poesie, versi canti e recitati tutti da riscoprire. Il gruppo amatoriale si chiama “ Mousikè” con la splendida voce di sua moglie Rosa Carnevale e di Gaetano Basile, con la chitarra di Gennaro Esposito, il flauto e dalla chitarra di Antonio Basile e dalla tammorra di Michele Di Meo. La tammurriata è una danza tradizionale della Campania, canti e il balli sopra i tamburi, come le canzoni campagnole, quelle dei balli sull’aia, piene di ritmo, danze rituali, ballate in onore della Madonna.

L’ intento è quello della diffusione della musica popolare, quando questa vuol dire anche cultura popolare, che non passa attraverso la televisione, e tenta di salvaguardare i valori veri della tradizione, quella che rappresenta un baluardo contro il progresso.

©Mangiamed  P.Zinno

 

 

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