Pietro Verri narra di una consuetudine che nel IX secolo, in pieno Medioevo, animava le feste cristiane nell’antica Lombardia: a Natale la famiglia intera si riuniva intorno al focolare, attendendo che il pater familias spezzasse “un pane grande”, un panettone insomma, e ne porgesse un pezzo a tutti i presenti in segno di comunione.
IL RINASCIMENTO
Nel XV secolo, il 1400, come ordinato dagli antichi statuti delle corporazioni, ai fornai che nelle botteghe di Milano impastavano il pane dei poveri (pane di miglio, detto pan de mej, scuro) era vietato produrre il pane dei ricchi e dei nobili (il famoso pane bianco, detto micca).
Con un’unica eccezione nell’arco dell’anno, quella del giorno di Natale, quando aristocratici e plebei potevano consumare lo stesso pane, quello regalato dai fornai ai loro clienti.
Era il cosiddetto pan di scior (pane di signore) o pan de ton, ovvero il pane di lusso, di puro frumento, farcito con burro, miele e zibibbo. L’antenato dei moderni panettoni praticamente.




Le creazioni dolciarie di Armando Palmieri per il Natale 2024
[…] ricordi legati all’amata nonna Maria Pia, ricerca e sperimentazione rappresentano la base del Pan Pisto e del Campano Salato, entrambi realizzati con lievito madre dal maestro AMPI e ambasciatore […]