Un giorno insieme a tutta la famiglia. Rosaria, la moglie in cucina tra pentole fumanti, la figlia Pia, al servizio di sala, Salvatore al Forno a legna ed il piccolo erede Antonio che smangiucchia un po’ di qua un po’ di là.
Il giorno di Pasqua a Napoli è caratterizzato da un ricco pranzo fatto di ricette molto tradizionali e che ha un grande protagonista, la carne, l’agnello che rappresenta uno dei simboli della Festività, che domina sulla tavola dei Napoletani. Il pranzo da 110 e Lode è iniziato con la tipica “fellata”che in Napoletano indica la fetta, un variegato e semplice antipasto di affettati misti, salumi paesani tipici napoletani. Protagonisti sono stati presentati il salame napoletano, salame piccante, il capocollo, ricotta salata, provolone e uova sode.
Ad accompagnare la “fellata”è arrivato il profumato Castiello preparato dalla bravissima Cuoca Rosaria. Chiamato così dalla parola “caso”, che in dialetto napoletano vuol dire formaggio, l’ingrediente dominante presente all’interno del rustico. A questo si aggiunge mortadella, prosciutto cotto, pecorino romano, parmigiano, strutto e ciccioli di maiale. Il Casatiello presenta le uova inserite per intero, con il guscio, a metà tra l’impasto e l’esterno, ricoperte da una croce di pasta. Il Tortano invece presenta le uova sgusciate e tagliate a pezzettini all’interno del rustico. Ricordiamo che la forma del casatiello richiama la corona di spine che portava Gesù, le uova ricoperte da una croce simboleggiano, invece la resurrezione.
Dopo questo matrimonio di sapori è arrivato a tavola il primo piatto” Linguine al sugo con l’Agnello, patate e piselli”. Questo piatto a base di Agnello, viene preparato perché simboleggia nella tradizione cristiana, il sacrificio di Gesù. Per secondo costolette di agnello alla brace con insalata fresca Mediterranea. Infine, dulcis in fundo, il pranzo si conclude con la Pastiera. Secondo una antica leggenda, l’origine di questo dolce è legato alla sirena Partenope, che cantava con una voce incantevole ed il popolo per ringraziarla le donava dei doni. La farina, simbolo di forza della campagna; la ricotta, tesoro dei pastori; le uova, che simboleggiano il ciclo della vita; il grano bollito nel latte, simboli della natura; l’acqua di fiori d’arancio, per ricordare i profumi della terra e della Primavera; le spezie, come la cannella, in rappresentanza dei popoli lontani; lo zucchero, che ricorda la dolcezza del canto della sirena. Partenope consegnò i doni agli Dei che mescolarono gli ingredienti dando vita alla Pastiera napoletana.
Questo è stato il Menù protagonista della giornata festiva. Ma altri clienti hanno scelto altre prelibatezze della casa, le più gettonate della Pizzeria 110 e Lode. Hanno ordinato Tagliatelle alla Bolognese, alici fritte, Spaghetti con i Gamberoni, Spaghetti con le cozze, Frittura di gamberi e calamari, Fritturina all’Italiana, Insalata di Mare e La Zuppa di cozze sapientemente preparata con cozze fresche, l’elemento principale, ed accompagnata da freselle e ‘o fort, condite dall’ Olio al peperoncino, che da un sapore unico a questa pietanza. A seguire, altri hanno scelto la Pizza come Scarulella Spring, La Pizza Cruda e la Sciurill Sprig, Pizza fritta ricotta e Ciccioli, la Margherita e la Pizza Fresella, specialità culinaria del Maestro Salvatore, troppo buona.
110 e Lode è la più emozionante Trattoria di Napoli. Qui vive l’arte dell’antica cucina povera della pura Tradizione Partenopea. In questo locale di Napoli si mantengono in vita, i piatti ancestrali della cultura culinaria antica di una volta. Piatti ricchi di Fantasia e tanta creatività con gli stessi sapori di una volta, preparati con passione e maestria.
Ti senti coccolato e rilassato perché è gestito con passione e dedizione. Ti senti a tuo agio come in famiglia
di P.Zinno






















