La Taverna del Mozzo. Lo Chef Davide Mea e la sua Cucina creativa mediterranea fra tradizione e innovazione

La nostra meta del cuore è il Cilento, una  comunità maggiormente rappresentativa per la Dieta Mediterranea, con un riconoscimento UNESCO conquistato nel 2010.     

 

Uno dei territori più belli della Campania di inestimabile valore ambientale, paesaggistico e culturale, ricco di spiagge, grotte e siti archeologici.  Paradiso per gli amanti del mare e della natura, il Cilento rappresenta quella parte della Regione lasciata ancora vergine dalla cementificazione e dal turismo di massa. Chi viene ad esplorarlo sa che la costa è ancora meravigliosamente selvaggia, che si può respirare aria pulita a pieni polmoni perché lo smog e il traffico sono realtà lontane e che la sera alzando lo sguardo è possibile ancora vedere il cielo stellato.

 

 

Ci troviamo sul lungomare di Marina di Camerota, splendida perla del mediterraneo, tra secolari alberi d’ulivo e magnifiche torri saracene. In questo punto si organizzano  gite in barca ed escursione alle grotte

 Ci colpisce un piccolo e confortevole ristorantino ad un passo dal porticciolo, la Taverna del Mozzo, dove in estate si mangia fuori,  sulla terrazza con l’odore del mare a portata di mano. Questo è il luogo dove mangiare pesce talmente fresco da muoversi nel piatto

 

 Incontriamo Davide, un treno in corsa senza controllo, lo chef patron della sublime osteria di mare.  Caparbio, tenace, deciso: è uno chef cilentano  di poche parole, ma di tanto lavoro, impegnato da anni alla valorizzazione di questa terra che ha reso Marina di Camerota, meta di tutti gli amanti della buona cucina del territorio. Sono i suoi piatti a dimostrarlo, piatti semplici, ma audacemente straordinari, dove ogni ingrediente è attentamente studiato e ricercato, cucinato e abbinato, non secondariamente anche al giusto calice di vino locale.

 

 

Davide:-  Il cibo ha un’innegabile dimensione semantica: il sapore di un piatto è l’esito di una serie di sapori che si amalgamano per restituire un nuovo significato fatto anche di consistenza e di aromi, capaci di richiamare, la genuinità delle materie d’origine, dove ogni elemento contribuisce al significato degli altri. Una delle cose positive della mia cucina mediterranea è la capacità artigianale, ma anche gustativa, di chiudere in proprio tutta la filiera, dalla manipolazione, dalle cotture alla scelta della materia prima fino a giungere al piatto finito, così i sapori liberati sono riconsegnati ai due unici giudici che contano, il piacere e la piacevolezza.-

 

Davide  ci svela un piatto unico nella sua forma e originalità in grado di stupire i commensali non solo con il gusto ma anche con la vista: Linguine all’ astice.

Un raffinato primo piatto di mare di fronte al quale non ci sentiamo di fare la solita analisi sugli equilibri di sapori e di consistenze. E’ sufficiente guardare la preparazione… perché sa spiegarsi da sola.

 

Comunica emozioni… entra in contatto empatico con chi lo gusterà. Potremmo dire della morbida consistenza del crostaceo abbinato alla croccantezza della pasta che lo avvolge con i pomodorini del territorio. Il contatto visivo e gustativo è superlativo, l’intensità delicata del sapore, e dalla plasticità del pesce se ne coglie la struttura non sfibrata da lunga cottura, per cui morbida, una bontà superiore all’aspettativa per tutti gli equilibri

 

 

Davide: la freschezza dell’ astice  si può valutare dal colore del carapace che deve essere vivido, ben lucido Nella preparazione occorre tuffarlo in acqua bollente per interrompere la sua vita in meno tempo possibile. Lessarlo rapidamente per pochissimi minuti e toglietelo dal fuoco appena il carapace inizierà a diventare rosso. Una cottura esagerata  può rovinare la bontà del piatto.

La Taverna del mozzo propone anche delle  squisite grigliate di pesce, per gustarne tutto il suo sapore condito con il pregiato Olio del Cilento dal gusto  tenue e delicato di oliva fresca, fondamentalmente dolce, tipico dellarea di origine,

 

©Mangiamed  P.Zinno

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