Musica Maestro… in cucina: Gianfranco Iervolino, il più gourmet degli artigiani della Pizza

Musica Maestro… in cucina: Gianfranco Iervolino, il più gourmet degli artigiani della Pizza

 

 

Ci troviavo a Torre Annunziata paese nativo di Gianfranco Iervolino. Una cittadina  situata tra le pendici del Vesuvio ed il Golfo di Napoli, sorta un tempo sul luogo dell’antica Oplonti, un antico sito archeologico romano nel centro della città.  Il suo vero nome è Francesco ma grazie a sua madre tutti oggi lo chiamano Gianfranco.  Parallelemente alla sua forte passione per la Pizza, sin da bambino ha sempre amato l’arte, la musica ed il canto, ingredienti base che hanno arricchito la sua semplice vita, una sinfonia di tante note.

 

 

 

La sua personalità creativa, nasce da molteplici stimoli ed interessi che hanno accompagnato lo scorrere della sua vita, un percorso di crescita personale e professionale attraverso idee, emozioni, progetti, persone e tante esperienze, tutto al ritmo della colonna sonora della propria esistenza. Suo padre gli ha trasmesso la passione per la musica e da quando questi gli fece conoscere il famoso maestro Sergio Bruni, ha scoperto il mondo romantico delle canzoni partenopee, le più belle di tutti i tempi, che  hanno fatto sognare ed innamorare intere generazioni sia in Italia che all’estero, quelle che arrivano diritto al cuore.

 

 

Studiando al centro culturale della canzone napoletana, diretto da Bruni, già da allora sentiva dentro di se una grande emozione per i suoni e colori e si esercitava giovanissimo attraverso l’ascolto del grande artista, ricordato oggi come ‘a voce ‘e Napule’. Un uomo dalla  personalità unica, una identità musicale d’origine che si è poi felicemente sposata con la tradizione della città napoletana. Canzoni che hanno fatto la storia della musica partenopea e che raccontavano spesso la vita di tutti giorni del popolo e della città in tutte le sue sfumature, ma che hanno anche accompagnato la vita artistica di un ragazzo che a piccoli passi si è avvicinato al mondo dell’ Arte Bianca.

 

 

 

Ma restiamo su Gianfranco, un talento da tenere d’occhio, insomma che emoziona solo ad osservarlo mentre lavora nel suo nuovo locale a Pomigliano d’Arco, “450 Gradi” dove la tradizione incontra l’innovazione, due facce della stessa medaglia, dove la qualità degli ingredienti vuole ritrovare autenticità nelle scelte, per il piacere di mangiare la Pizza dove se ne apprezza il gusto. Un luogo di ritrovo particolare, arredato con semplicità, gusto ed eleganza, passando per una carta dei vini ben misurata e delle ottime birre profumate appositamente create da lui e dai Monaci Vesuviani . Ogni sera, si forma una coda di almeno un paio di ore alla sua Pizzeria. Il suo nuovo progetto, studiato per celebrare la grandiosità della pizza la cui arte tradizionale, è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

 

Guardandolo al lavoro non si può che pensare alle voci dei vicoli di Napoli, al suono delle sue mani che ammaccano l’impasto per stendere la pizza, al colpo secco per far scivolare il disco nel forno, alla sua idea di pizza contemporanea, che continua a maturare grazie alla ricerca della sua identità facendo tesoro dell’insegnamento ricevuto dai maestri come Andrea Cannavacciuolo, padre del famoso Antonino.

 

Gianfranco ha alle spalle una lunga carriera di esperienze: un allievo esemplare in ogni contingenza sia all’interno che fuori dell’ istituto alberghiero di Vico Equense. Ha lavorato come personale di cucina, di sala e bar e per circa 10 anni anche come Chef de rang, una figura che richiede la massima professionalità per operare negli alberghi. All’occorrenza prendeva  le comande dei clienti e curava  il servizio dei vini, grazie al suo patentino come barman dell’AIBES. Docente all’università delle scienze gastronomiche di Pollenza ed al Gambero Rosso di Nola e 10 anni alla scuola Dolce Salato di Maddaloni.

 

 

Dalla cucina alla Pizza, dove il  talento c’è anche quando si lavora con farina e lievito e Gianfranco ha bruciato molte tappe. Ha iniziato a studiare le tipologie di farina, acquisire la tecnica per fare un impasto sano e digeribile e poi, la differenza, come sempre, la fa l’esperienza per dare un significato personale alla pizza.

 

 

Gianfranco:-  Un bravo pizzaiolo deve essere anche Chef.  I pizzaioli professionisti  stanno sempre più studiando farine, lievitazione e ingredienti dell’eccellenza agroalimentare, mostrando come la pizza possa realmente farsi bandiera del nostro patrimonio di gusto. La passione, lo studio e la determinazione possono fare la differenza come in molti altri campi anche in questi. Con l’esperienza ho capito che il  pizzaiolo ha da offrire un vero lavoro artigianale dove l’importanza sta nell’ingrediente per poi arrivare al prodotto finale, quello che attraversa i sensi e punta dritto al cuore e come condimento tanta passione. La pizza italiana significa evoluzione continua, studio della tradizione ed innovazione nella semplicità e solo così ha ufficialmente conquistato il nuovo millennio e la qualità si è alzata in modo vertiginoso.

 

 

La pizza che voglio fare? Quella che  mi rispecchia nel gusto e che racconti la mia personalità ed il carattere della mia Terra, la Campania. Un impasto a 30 ore di maturazione con pre-fermento, pochi ingredienti, sul disco di pasta, ma di grande qualità. Le mie preferite sono la Marinara con le alici e la Nocellara, con bresaola, noci,fiordilatte di Agerola e provolone del Monaco, semplici e dal sapore intenso

 

 

Oggi è un eccellenza tutta italiana con i giusti riconoscimenti alla sua attività. Lo  vediamo spesso in televisione, protagonista dello spazio dedicato alla cucina con la rubrica “ Canta che ti passa” all’interno del programma Detto Fatto” condotto da Bianca Guaccero su Rai 2, dove propone ogni giorno ricette innovative,  che raccontano la sua innata passione

 

 

 

Tra i progetti futuri, c’è quello di far espatriare la  grande musica napoletana abbinata alla pizza ed al sole della sua terra e portare questo sogno in tutto il mondo, ma soprattutto di far capire che la musica in qualche modo può avere effetti anche terapeutici e affiancarsi con successo alle terapie mediche.  E’ provato da molti esperti che se la musica non è intrusiva e dunque risulta piacevole per l’ ascoltatore, può avere un effetto positivo sull’umore e la motivazione e Gianfranco Iervolino da bravo artista qual è, desidera portare  la corda dell’ anima a vibrare, un nuovo complemento alle emozioni dimenticate. Un artista che insegue le proprie passioni… vive!

 

©Mangiamed  P.Zinno

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