Nel nostro immaginario la passeggiata in vigna a bordo della proprio autovettura è legata a più o meno recenti film americani, ambientati per lo più in Toscana e in Veneto o in Piemonte, la triangolazione del vino italiano più apprezzata all’estero.
Senza nulla togliere ai fratelli del vino nel Centro Nord Italia, anche il Sud merita la stessa attenzione estera e da 4 anni ha anche una manifestazione che si svolge tra i vigneti su decappottabili, auto d’epoca e pulmini scoperti.
SCOPERTE IN VIGNA
Scoperte in vigna a Torrecuso, nel beneventano, nel mese di settembre scorso ha offerto la possibilità ai partecipanti e ai giornalisti accreditati di vivere una giornata a tutto tra i filari del Sannio, territorio di eccellenze campane riconosciute e rinomate.
La IV edizione, realizzata nell’ambito del progetto dal titolo Alla scoperta della cucina caracciolina in Campania, fra palazzi, conventi, vicoli e masserie, ha ottenuto il finanziamento dal Fondo Sviluppo Coesione FSC 2021-2027 della Regione Campania.
“Scoperte in Vigna 2024” ha permesso ai visitatori di scoprire il meraviglioso Parco Regionale del Taburno Camposauro, le distese di vigneti tra degustazioni in cantine doc tra prodotti alimentari e visite culturali.
ARTE E STORIA

Occasione anche di ammirare il borgo di Torrecuso col palazzo museo dei Caracciolo, feudatari di zona e tra le più importanti famiglie nobili di Napoli e del suo Regno.
E di scorgere il famoso Ponte Foeniculum di origine romana, già teatro della battaglia presso l’antica Beneventum, dove trovò la morte Manfredi di Svevia, figlio dell’Imperatore Federico II.
LE AZIENDE SCOPERTE IN VIGNA
Scoperte in vigna ha consentito soprattutto di venire a conoscenza delle aziende vitivinicole sannite, e della cucina locale, erede della tradizione caracciolina in Campania col suo patrono dei cuochi: San Francesco Caracciolo della potente e antichissima casata aristocratica.
ACCOGLIENZA
Dopo il passaggio delle prime auto scoperte di questa speciale passeggiata enoturistica a cielo aperto, il tour ha preso la volta delle cantine e delle aziende agricole, per un pranzo cucinato ad hoc dagli stessi titolari, innaffiato rigorosamente dalle loro etichette.

COLLI DEL SANNIO, APERITIVO CON SPUMANTE EXTRA DRY
Ad accoglierci presso Colli del Sannio ci ha pensato Filippo Zotti, con una buona Falanghina spumantizzata Astrale, metodo extra dry.
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, note di frutta a polpa bianca, sentori floreali, gusto fragrante e moderatamente acido con perlage persistente, per 6 mesi sui lieviti.
ANTIPASTO CON FORMAGGI E SALUMI LOCALI
Per l’antipasto a base di rustici, formaggi locali della Campagna Amica Coldiretti e salumi fatti in casa (culatello e salame piccante) una Coda di Volpe 2023 Mille Viti.
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; profumi intensi floreali; un gusto fresco, secco e prolungato al palato; affinamento per 4 mesi in acciaio e altri 3 in bottiglia.
IL PRIMO PIATTO

Mentre al primo piatto, una lasagna, è stata abbinata una Falanghina del Sannio DEL 2023.
Casella Coviello è ottenuta in purezza e dal sapore fruttato, sapore fresco e secco, affinata per 4 mesi nei silos d’acciaio e altri 2/3 in bottiglia.
Un vino di gran classe e armonia aromatica che ha funzionato abbastanza bene con un piatto completo e corposo come la pasta fatta in casa.
Colore giallo paglierino e profumi floreali, gusto equilibrato tra sensazioni morbide e leggermente acide, decisamente differenti da una Falanghina flegrea.
IL SECONDO PIATTO
Il maiale servito in terrina con papaccelle fresche e patate, cotto al forno, è stato accompagnato invece dal robusto Pentime, un Aglianico del Taburno, 2021, DOCG.
Affinamento in rovere francese per 12 mesi; colore rosso rubino tendente al granata con l’invecchiamento; profumi intensi e complessi di frutti rossi; sentori speziati di pepe nero e chiodi di garofano; gusto secco ed equilibrata tannicità, morbido e persistente, di struttura importante.
DESSERT
A conclusione è stato servito per dessert il babà fatto in casa, prima di ripartire.
Appuntamento all’anno prossimo con nuove avventure in vigna e nuovi attori del territorio, protagonisti di una cultura millenaria del vino e custodi di una tradizione che continua ancora con passione e devozione all’ombra della Dormiente del Sannio, la montagna così simile nella sua sagoma al profilo di un volto femminile.







