
Il progetto Archivio Storico: cronache enogastronomiche del Grand Tour ha dato il via a un ciclo di 6 eventi mensili nell’omonimo locale vomerese a Napoli, promettendo un’esperienza unica tra sapori e storie che hanno incantato intellettuali, scrittori, letterati, poeti, romanzieri, pittori e aristocratici europei.
Il primo incontro, Sulle tracce di Goethe: l’elogio della natura e del vino campano, ha immerso i partecipanti nella cultura bucolica e nelle delizie gastronomiche di Napoli, con un’attenzione particolare al Vesuvio, ai Campi Flegrei e al ruolo centrale della Campania Felix nel Grand Tour.
Riscoprire la tradizione dei cuochi di corte
L’evento nel ristorante del Vomero ha evocato l’arrivo di viaggiatori illustri in Campania, di cui i commensali oggi sono degni epigoni nella ricerca del gusto.
La serata ha tributato anche un omaggio alla viticoltura borbonica attraverso la degustazione della Falanghina dei Campi Flegrei, un vitigno autoctono che ha affascinato i viaggiatori del Grand Tour grazie alla sua ricchezza e mineralità.
Nonchè acidità vulcanica data dai suoli dei campi ardenti, la DOC da uva a bacca bianca e in particolare da quella che si sta riaffermando come uva cavalla o a coda di cavalla (l’etichetta di Cantine Federiciane per l’occasione è stata servita al calice degli invitati).
Un viaggio di sapori nei saperi tra i Borbone e l’eredità storica dei Monsù

Guidato con passione da Luca Iannuzzi, proprietario dell’Archivio Storico, del Nabilah e di ScottoJono alla Galleria Principe di Napoli ed esperto di cultura borbonica, l’evento ha regalato aneddoti e dettagli che hanno reso l’esperienza ancora più coinvolgente.
“Questo progetto è un sogno che si realizza“, ha spiegato Iannuzzi, sottolineando l’importanza di rivivere non solo i sapori, ma anche lo spirito di scoperta che animava i viandanti del Vecchio Continente, e ricordando come questa attività ristorativa “sotterranea” sia nata proprio sull’onda della riaffermazione del movimento neoborbonico, salutata da sua Altezza Reale Carlo di Borbone – Due Sicilie, tra i primi a varcare l’ingresso di sala.
Il menu del giovane chef Emanuele Esposito ha offerto un percorso enogastronomico di mare, con contaminazioni estere e internazionali interessanti.
Il menu della toque di Archivio storico
Col Mare a Corte a tavola è arrivata un entrée a base di bruschetta di pane raffermo con polpettina alle alici, concentrato di pomodoro, pinoli, capperi e uva sultanina: un bel connubio di mare e terra in questo antipasto, un appetizer starter agrodolce come nelle tradizioni dei migliori antipasti e contorni, secondi piatti del Regno delle Due Sicilie.
Con la Mescafrancesca si fa riferimento al primo piatto: una pasta mista con totani a cubetti, crema di patate e olive nere caiazzane, un’esaltazione della cucina di pesce tradizionale partenopea.
La patata del Nuovo Mondo

La patata del Grand Tour è l’omaggio alla scoperta del tubero americano dopo l’arrivo di Colombo nel Nuovo Mondo, affermatasi gradualmente in tutta Europa: una patata al cartoccio nel piatto, cotta alla brace sotto cenere con hummus di ceci (tipico del Medioriente) e salsa di chimichurri, un mix di influenze culinarie tra Asia e Americhe con l’erbetta odorosa così simile a prezzemolo e basilico.
Nera di Capri evoca immagini creole, moresche ma è semplicemente una fetta di golosa Caprese al cioccolato con gelato variegato al cioccolato fondente per chiudere in dolcezza al momento del dessert.
Un tocco di Mixology d’autore
La serata è stata arricchita da un cocktail innovativo, il Brigante, creato dal bartender Mirko Lamagna, una miscela audace di gin, mezcal, olio d’oliva, lampone e cacao.
Questa creazione ha catturato lo spirito avventuroso del Grand Tour, dove la scoperta andava oltre l’arte e il paesaggio, abbracciando anche i piaceri della tavola.
Un patrimonio tutto da scoprire e riscoprire a tavola
L’intersezione tra il Grand Tour e la cultura borbonica ha messo in luce come Napoli e il Regno delle Due Sicilie fossero tappe imprescindibili per i nobili europei, attratti dalla loro storia e dalle bellezze naturali.
La serata ha rammentato come la cultura borbonica, con influenze italiane, spagnole e francesi, date le tante dominazioni, abbia lasciato un segno profondo nell’arte e nell’architettura, immortalato dai geni come Goethe, Shelley e Byron, solo per citare i più fmaosi.
Il prossimo evento, dedicato a La festa del Regno: i banchetti natalizi alla Reggia, si terrà giovedì 18 dicembre 2025 e promette nuove grandi emozioni al palato per i commensali nelle sale ipogee di questa impresa che fa dell’arte culinaria un’operazione intellettuale, una libreria di sapori e accostamenti, ricordi e nostalgie.





