
Il titolo del film di Fabrizio Guarducci ricorda una vecchia pellicola del cinema italiano, La sconosciuta di Tornatore per la precisione, eppure non siamo in presenza di un thriller stavolta, cupo e incalzante come quello del regista siciliano.
“Una Sconosciuta” è però anch’essa una storia misteriosa, a tratti surreale e grottesca, che regala un raggio di sole alla cittadina toscana in cui si svolge, al pari della presenza radiosa e luminosa della giovane donna arrivata all’improvviso.
LA STORIA
In un paese piuttosto spento e imbevuto di glorie passate, legate soprattutto all’utilizzo come uno dei set per quel capolavoro di Fellini che fu Otto e mezzo, la voglia di parlare, di comunicare e dialogare sembra sopita: una bella addormentata.
La distanza tra i suoi abitanti sembra quasi riflettere quel distanziamento sociale che ci siamo imposti da due anni di pandemia ormai, intriso di diffidenza e paura reciproca.
Ma la sola apparizione di una bellissima ragazza al tavolo di un caffè all’aperto riesce pian piano a risvegliare la piccola comunità, oltre che ad appassionarsi alla sua vicenda enigmatica.
LA SCONOSCIUTA
Si siede, non parla, se non con gli occhi, sorseggia solo un tè verde e legge un libro che alla fine del film lascerà di stucco lo spettatore in sala, dove il film verrà proiettato come evento speciale dal 13 al 15 dicembre prossimo.
L’affascinante signora, interpretata da Desirée Noferini, attrice italiana di lontane origini etiopi, nonché moglie del noto doppiatore campano Roberto Pedicini, muove l’aria anche solo con un sguardo di approvazione o malinconia, un velo di tristezza dietro due occhi lucidi o con un sorriso splendido, catartico a tratti.
SEBASTIANO SOMMA
A farne esperienza diretta, e a raccontarlo poi alla ex moglie Sandra Ceccarelli tornata in città, ci pensa Sebastiano Somma, proprietario del bar divenuto luogo di ritrovo intorno alla sconosciuta, ammirata, studiata e intervistata come un animale esotico, una creatura degna di attenzione assoluta.
Coloro che vengono in contatto con lei sono spinti a fare una serena riflessione introspettiva, trovando dentro sé stessi una risposta.
ANDARE E VENIRE
Improvvisamente, come era giunta nella cittadina, senza che nessuno sapesse da dove provenisse, e dopo aver resuscitato emozioni e rianimato la vita sociale, la Sconosciuta se ne va.
Mille dubbi e interrogativi affolleranno le menti dei concittadini, testimoni di un piccolo e salvifico miracolo comune, che balza anche agli onori della cronaca.
Un vaccino benefico, un farmaco positivo, un balsamo per questi cuori in inverno, afflitti da pensieri e rimorsi, dolori del passato e perdite familiari terribili.
I PREMI DI UNA SCONOSCIUTA
Questa è la Sconosciuta, anima di un film che si è aggiudicato tre premi al al Terra di Siena International Film Festival 2021: il Sanese D’Oro per il Miglior Film, per il Miglior Attore Protagonista a Sebastiano Somma e per il Miglior Produttore a Matteo Cichero.
NOTE DI REGIA
“Il film, come del resto anche il libro, ha lo scopo di riaccendere il dialogo fra i cittadini che non comunicavano più fra di loro – sottolinea il regista nelle sue note di regia.
“La musica di Pino Donaggio, la fotografia di Stefano Spiti, il contesto e il contenuto, fanno respirare conflitti ed emozioni del protagonista durante la storia”.
“La trasposizione dal linguaggio letterario a quello cinematografico, seppure si tratti di due mezzi diversi, ha rispettato lo stato d’animo narrativo”.
PRODUTTORI DI UNA SCONOSCIUTA
Prodotto da Matteo Cichero e Fabrizio Guarducci, distribuito da Fair Play e scritto dal regista stesso – già autore del libro omonimo – insieme a Sebastiano Somma, questo lungometraggio ha il pregio di parlare del nostro presente e del futuro.
In fondo, “andrà tutto bene” solo se siamo noi a volerlo e se disposti a cambiare noi stessi, le nostre abitudini e gli schemi prefissati.









