
L’Arena Estiva della Casa del Cinema a Villa Borghese ha ospitato la XXVII edizione del Premio Internazionale Cinearti La Chioma di Berenice 2026. Istituito nel 1998 dalla CNA, il riconoscimento celebra l’eccellenza delle maestranze artigianali e artistiche del settore cinematografico italiano.
In questo contesto di valorizzazione dei mestieri dietro le quinte, il truccatore Luigi Rocchetti ha conquistato il premio per il miglior trucco grazie al lavoro svolto nel film Itaca, il ritorno (titolo italiano per The Return), diretto e prodotto dall’italiano Uberto Pasolini.
Opera premiata a distanza di un anno dall’uscita in sala, proprio mentre l’Odissea del regista premio Oscar Christopher Nolan sta prendendo il largo al botteghino dal 16 luglio 2026.
UN’ODISSEA CENTRATA SULL’UOMO
Uberto Pasolini nel 2025 ha firmato il suo IV lungometraggio in carriera, scegliendo una via rigorosa per rileggere il poema omerico, e spogliando la narrazione da divinità, mostri e creature mitologiche.
La macchina da presa concentra lo sguardo esclusivamente sull’aspetto umano, ponendo al centro la pietas e l’esplorazione psicologica dei personaggi attraverso la cinepresa.
La sceneggiatura opera selezioni precise sul testo classico: applica ellissi temporali e concentra il confronto drammatico tra i coniugi, riducendo dettagli storici – come la rivelazione del talamo nuziale – a rapide battute.
Ne emerge un ritratto intimo, focalizzato sul dolore di una madre resistente (la francese Juliette Binoche) e sulla ricerca disperata del figlio Telemaco (Charlie Plummer).
PERFORMANCE SUPERBE E UN CAST DI PRIMISSIMO PIANO

Fiennes e Binoche tornano a recitare insieme dopo i successi di The english patient (Il paziente inglese) e Cime tempestose.
L’interprete inglese costruisce un Odisseo provato, sporco e segnato dal tempo, richiamando per fisicità e sofferenza le atmosfere di The Revenant.
L’attore britannico, sempre candidato all’Oscar ma ancora senza statuetta, offre una prova attoriale viscerale, misurata e di forte impronta teatrale.
Il cast di supporto regge il confronto con efficacia: il romano Claudio Santamaria (premio David di Donatello nel 2016 per E lo chiamavano Jeeg Robot) interpreta con solidità il porcaro Eumeo, mentre la spagnola Angela Molina presta volto ed intensità alla nutrice Euriclea.
UN COMPARTO TECNICO DI SPESSORE TRA SCELTE E VISIONI
Il comparto visivo e sonoro sostiene con precisione l’atmosfera del film. La fotografia valorizza i toni crepuscolari del racconto, affiancata dalla colonna sonora composta dal premio Oscar Rachel Portman.
L’opera risente soltanto di una scelta di ambientazione non del tutto coerente, che predilige strutture dal sapore medievale rispetto all’architettura dell’età micenea.
Ciononostante, l’impianto narrativo restituisce con forza i momenti chiave del mito, dalla fedeltà del cane Argo fino alla celebre scontro con l’arco tra i Proci. Il lavoro del trucco premiato al concorso si rivela fondamentale: scolpisce i volti e rende tangibile il peso degli anni e della fatica sulla pelle dei protagonisti.



